MARCEL BETRISEY CREATIONS  Sion Switzerland Phone: ++41 273238808 Mobile ++41 793801679 Email: see "Contact"






 

Tiré du magazine Orologi du mois de novembre 2002. © orologi
 
 

Curiosità, in tema di tempo, nascoste tra le pieghe della Rete

di Paola Parmendola (parmendola @ yahoo.it)

 

Mentre non risulta facile definire l'articolata attività di Marcel Bétrisey, paradossalmente, invece, descrivere la vetrina digitale http://www.betrisey.ch è decisamente più immediato appena si ricorre alla presentazione leggibile nel sito "Atelier de services électroniques" ubicato a Sion, in Svizzera.
Con la disinvoltura di un autentico artista, Marcel realizza pendoli di alta orologeria, pur avendo letto solamente poche pagine del trattato di Galileo sul movimento, e originalissime creazioni meccaniche. Così è impossibile identificarlo con la qualifica di clockmaker, sarebbe riduttivo rispetto alle molteplici quantità di servizi offerti: "création d'horloges, conception de prototypes, réparations électroniques, dépannages industriels, fabrication de pièces sur mesures". Usare però l'espressione "inventeur un peu fou" può suggerire, decisamente in modo più appropriato, la sua non comune personalità, eclettica e colma di geniale inventiva.
Destato per la prima volta nel 1994 l'interesse dei media svizzeri, agli articoli e ai servizi televisivi sono seguite numerose e importanti esposizioni, tra cui quella organizzata al Musée International d'Horlogerie "L'homme et le temps" (http://www.mih.ch), nella vicina città di La Chaux-de-Fonds, e la più recente alla Galerie Grand-Fontaine.
L'estrosità di alcune creazioni è realmente tale da sviluppare curiosità, meraviglia, stupore, proprio come testimoniano le espressioni colte dagli scatti di una macchina fotografica, astutamente posta in "Le réveil". Appartenente al gruppo denominato Quartz, l'oggetto, costruito nel 1991, ha le funzioni di una singolare e insolita sveglia, doppiamente programmabile: la modalità soft attiva lo stereo, mentre quella hard, specifica per i risvegli più faticosi, la percussione di un gong. Dopo trenta minuti inizia la sofisticata preparazione del caffè: il rotolamento di una sfera in un toboggan consente, attraverso il movimento di un piccolo ascensore, di riempire un bicchiere di acqua e di riversarlo nell'apposito recipiente.
Un verde rampicante contribuisce a rendere esteticamente attraente una stravagante composizione meccanica, la cui vitalità è prodotta dal lavoro congiunto di dodici apparecchi elettrici, ognuno ideato per svolgere una parte delle molteplici funzioni.
Nel ribadire che l'orologeria tradizionale non suscita assolutamente il suo interesse, Marcel specifica: "Je travaille avec des sphères de métal et dès qu'on emploie des sphères tout devient aléatoire et bizarre. Elles engendrent des problèmes extrêmement complexes et c'est ça qui est fabuleux!". Altrettanto eccezionale è il momento in cui, nel laboratorio, contemporaneamente, tutti gli orologi presenti attivano suoni e melodie.
Così, nel 1997, dopo circa 15 mesi di assiduo lavoro artigiano, assembla il primo ingegnoso orologio, il "Malévoz", di 300 chili e oltre 1.600 pezzi, alto 2,50 metri e largo 1 metro. Il bilanciere è attivato dalla corsa di 450 sfere metalliche, la cui dimensione di 19,844 millimetri garantisce l'indispensabile stabilità al movimento. In proporzione all'accelerazione di gravità e alla forza centrifuga, il numero delle sfere sul piano varia grazie a una molla a spirale che lascia cadere quelle in eccedenza. Argani e leve svolgono il compito di mantenere in equilibrio questo sofisticato marchingegno, la cui precisione è stata direttamente correlata al dimensionamento dei denti dei numerosi ingranaggi presenti.
Nel sito se ne può leggere un'accurata descrizione, e l'impegno e la passione di Marcel emergono costantemente da ogni piccolo dettaglio, affrontato con la consapevolezza di rendere elementare, semplificando, qualsiasi complessità.
In una capsula di vetro di "diamètre 190 mm, épaisseur de 8 mm" è posto l'eccezionale radiometric pendulum "The Chronolith", il cui movimento, inizialmente attivato da un magnete esterno, è poi alimentato dall'accensione alternata di quattro lampadine alogene di 5 watt. Il progetto risale all'aprile del 2001, ma solamente a novembre l'idea assume dimensioni reali, proprio dopo aver visto, con entusiasmo, funzionare il prototipo.
La fonte luminosa, interagendo con sensori e relè, fornisce l'impulso propulsore alle oscillazioni, la cui lunghezza è regolabile tramite il magnete per non alterare la pressione interna. Ancora in fase di test, tuttavia, il grado di precisione risulta altamente affidabile, essendo rilevabile un errore di un secondo ogni sette giorni.
Il pendolo, dice Marcel, "est différent de toutes les autres horloges que j'ai créées: c'est la seule force de la lumière, ou plus précisément sa chaleur, qui propulse le balancier!". I principi fisici sono quelli della conduzione elettrica nei gas, gli stessi applicati nei tubi fluorescenti e studiati già nel 1890 dall'illustre scienziato londinese Sir William Crookes.
Il gruppo dei sei Lecteurs CD incuriosisce particolarmente per l'utilizzo esemplare di alcuni oggetti, a volte antichi, tutti destinati a una funzione completamente diversa da quella iniziale.
Così, non passa inosservata la foto della macchina da scrivere, trasformata nel lettore high-tech "Royal", oppure quella di "Helvetia", una macchina da cucire dei primi del '900, oppure quella del "Baryton", originariamente una tromba, che ora elargisce suoni grazie all'apparecchio installato internamente e attivabile dalla pressione dei tasti.
Sembra quasi di immaginare Marcel quando, attirato dal fascino di oggetti abbandonati, fantastica sul loro futuro utilizzo, come per esempio il vecchio scafandro russo "Scaphandre", ora riconvertito in un insospettabile amplificatore hi-fi (gruppo Divers); oppure il carter della moto "Yamaha", ora un perfetto orologio al quarzo.
Cronologicamente l'ultima novità da non perdere è il "Pestoline", un elegante pendolo di Foucault in grado di indicare anche la rotazione della Terra, la latitudine e l'emisfero. Con allegria Marcel sostiene che "the biggest trouble I'll have with it is, I think, my cat. (He loves pendulums and always want to play with them)".