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Marcel Betrisey, l'inventore pazzo
                                      (l'Orologio - maggio 2001)
 

                     Il libro è uscito a metà degli anni Settanta, ma chi bazzica le librerie
                     Remainder's potrebbe averlo trovato anche in tempi più recenti: si tratta
                     del Catalogo di Oggetti Introvabili di Carelman, un'esilarante esposizione
                     di strumenti a volte geniali, spesso contorti e quasi sempre inutilizzabili
                     come il surreale "imbuto cilindrico" (studiato per recipienti dal collo molto
                     largo), le "tenaglie molli" (non storcono il chiodo da estrarre) o la
                     "triscopa" (scopa a triplice spazzola che scopa tre gradini per volta).

                     Questo genere di invenzione surreale si allaccia a una tradizione
                     soprattutto francese, che va dall'orologio a vento di Cyrano de Bergerac
                     all'inchiostro trasparente per analfabeti di Chaval (autore anche del
                     "pianoforte con tasti taglienti per pianista-martire"), passando per
                     'acquario in vetro opaco (per pesci timidi) di Alphonse Allais e il "falso
                     rasoio per individui con barba finta" di Pierre Dac. Che cosa succeda
                     quando un'ispirazione del genere si combina con la mentalità svizzera è
                     quanto si scopre visitando il sito del geniale Marcel Betrisey, proprietario
                     di un formidabile Atelier de Services Electroniques in quel di Sion. Fin
                     dalla homepage ( http://www.betrisey.ch/ ) l'attività di monsieur Betrisey
                     è abbastanza intrigante: creazione di orologi, concezione di prototipi,
                     riparazioni elettroniche, riparazioni industriali, fabbricazione di pezzi su
                     misura. Ma è esplorando il sito che si scopre che razza di idee bizzarre
                     frullino nella testa a questo simpatico inventore pazzo, la cui passione
                     sembra essere quella di mescolare le forme e donare nuove funzionalità a
                     oggetti vecchi.

                     L'invenzione di Betrisey più vicina alle follie di Carelman & Co. è il
                     telefonino per beoni che trovate a http://www.betrisey.ch/natelval.htm ma
                     qui ovviamente ci interessano maggiormente i suoi orologi: non tanto
                     quelli al quarzo, che si limitano a rigenerare in segnatempo oggetti insoliti
                     inserendovi un meccanismo non originali, ma quelli meccanici, che
                     offrono all'inventore l'occasione di studiare meccanismi originali e insoliti.
                     Una delle soluzioni preferite è l'alimentazione del movimento attraverso la
                     caduta di una o più biglie: nel commento a Skyport
                     (http://www.betrisey.ch/skyport.htm), fabbricato con una casseruola e
                     alcuni tubi di acciaio inossidabile nati come ringhiere per piscina, si legge
                     ad esempio.

                     Come si vede, Betrisey si riferisce ai suoi orologi chiamandoli per nome
                     . Queste brillanti soluzioni tecniche non vengono dunque applicate che
                     una sola volta, e vanno reinventate per ogni esemplare in modo da
                     soddisfare sia la precisione dell'orologio che il suo aspetto estetico.
                     Verrebbe voglia di descriverle tutte, ma qui ci fermeremo
                     all'elaboratissima "Le réveil" ( http://www.betrisey.ch/reveil.htm ),
                     fabbricata nel 1991 e programmabile con due funzioni di risveglio: la
                     prima accendeva lo stereo per mezz'ora, poi avviava la macchinetta del
                     caffè. La seconda, definita "draconienne", attivava un gong, faceva
                     rotolare una boccia in un toboga per riportarla in alto con un piccolo
                     ascensore, mentre un bicchiere si riempiva d'acqua e scendeva piano
                     piano per versarsi in un recipiente, mentre una decina di motori
                     attivavano campane a martello e altre amenità. L'oggetto (distrutto nel
                     1997, e forse ci si può immaginare perché) riusciva anche a fotografare
                     gli spettatori, e il sito offre una piccola galleria di polaroid stupefatte.

                     I prezzi degli oggetti di Betrisey riflettono esclusivamente il tempo
                     impiegato per la fabbricazione: un buon modo per calcolare il costo di
                     un'opera su ordinazione, anche se dal listino prezzi scopriamo che
                     almeno in un caso Monsieur Betrisey ha accettato in pagamento una
                     cassa di vini (l'oggetto venduto si chiamava "Tire-bouchon", "cavatappi",
                     ma il sito non rivela se servisse davvero ad aprire bottiglie). Se decidete
                     di andarlo a trovare, seguendo le dettagliate istruzioni offerte dalla pagina
                     apposita, cercate di telefonargli prima perché apre solo su
                     appuntamento. E la domenica è chiuso.